Il concetto di “eterno ritorno” è una delle idee più significative e profonde sviluppate da Friedrich Nietzsche. Esso viene esposto in particolare nella sua opera “Così parlò Zarathustra”.

E’ in contrapposizione ad una visione del tempo lineare . Una visione che vede i giorni, i mesi, gli anni scorrere verso una promessa di un dopo, uno scorrere di sofferenza poi se tutto andrà bene ci guadagneremo il paradiso saliremo e usciremo da questa linea temporale e saliremo verso l’eternità. Nietzsche si pone anche la domanda “e se dopo non c’è nulla”. Io mi sacrifico con la speranza di una ricompensa ma se la ricompensa non esiste allora la mia vita non ha alcun senso. 

L’eterno ritorno, o “eterno ritorno dell’identico”, invece propone l’idea che ogni evento, ogni istante e ogni situazione si ripeta infinite volte nello spazio e nel tempo, senza principio né fine, tutto rinasce tutto riparte tutto ricomincia 

Non più una visione lineare dello scorrere degli anni ma circolare, ciclica.

Nella visione lineare oggi è il 3 Aprile quindi il 2 Aprile è morto per cui non è importante come vivo tanto domani l’oggi non ci sarà più. In una visione ciclica oggi è il 3 aprile e tra un anno tornerà per cui le mie giornate, nel mio interesse devono esse belle e felici.

Per Nietzsche, l’eterno ritorno non va inteso letteralmente come una descrizione fisica della realtà, ma piuttosto come una metafora filosofica che riguarda il modo in cui siamo chiamati a vivere la nostra vita. L’idea fondamentale è che, se dovessimo accettare che la nostra vita si ripeterà infinite volte, allora dovremmo vivere ogni istante in modo pieno e appassionato, senza rimpianti o desideri di cambiare il passato.

Nietzsche utilizza l’eterno ritorno come strumento di valutazione per determinare se una vita è degna di essere vissuta. Se potessimo accettare di vivere la stessa vita infinite volte, con tutti i suoi momenti di gioia e di sofferenza, allora la vita stessa avrebbe un valore intrinseco. In tal senso, l’eterno ritorno diventa una sorta di “misura” della nostra esistenza: se vivessimo la stessa vita infinite volte, saremmo disposti a farlo volentieri o vorremmo sfuggirne?

Per Nietzsche, coloro che abbracciano l’eterno ritorno con gioia e accettazione dimostrano una grande forza di carattere e una profonda saggezza. Vivere secondo l’eterno ritorno richiede un atteggiamento di accettazione totale nei confronti della vita, una volontà di abbracciare tutte le esperienze, anche le più dolorose, come parte integrante del proprio essere.

In sintesi, l’eterno ritorno rappresenta un potente invito a vivere ogni istante con consapevolezza e intensità, a prendere sul serio la propria esistenza e a trasformare ogni momento in un’opportunità per la realizzazione e l’affermazione di sé.

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